Colla
14,00€
Francesco Iacovetti
Leggendo queste poesie, è naturale sentire il bisogno di entrare nel profondo della coscienza per testare il proprio sentire e confrontarsi non solo con il sentire dell’Autore, ma anche con quello collettivo.
Le sue parole interrogano e in qualche modo selezionano i lettori, infatti, la complessità del linguaggio, le ardite metafore spesso condensate e nascoste nell’area semantica di una sola parola pregnante, la potenza immaginifica che traduce i testi in fantasmagoriche narrazioni filmiche, i temi metafisici e alchemici che cristallini emergono dai versi necessitano di essere accolti da un pubblico d’élite, abituato a paesaggi culturali complessi quanto ampi e coraggiosamente liberi. Dalla prefazione di Maria Gabriella Ciaffarini
Ho conosciuto Francesco Iacovetti come disegnatore, onirico e simbolico, visionario forse, ma con un tratto elegante e originale. Lo scopro oggi poeta, con questa silloge fortemente introspettiva, a tratti spietata, con la quale ci mette a parte del proprio sentire più intimo, delle proprie zone d’ombra, delle delusioni, delle incertezze e dei rimpianti.
Accanto a questa accorata denuncia della propria fragilità, tuttavia, emerge, a volte sommesso, altra più potente, un anelito di elevazione verso la luce che si intuisce splendida e, in molti casi, associata alla pace. Dalla prefazione di Luca Dragani.
“In questo libro la poesia dialoga con il disegno e riveste vari aspetti: è momento di confessione intima, ma anche di riflessione su temi universali e filosoficamente rilevanti, è gioco, ma anche sperimentazione.”
“Colla”, individua l’essenza di questa silloge destinata a saldare tra di loro arte visiva e letteratura e, in quest’ultima, prosa e poesia, tradizione e sperimentazione.
Leggendo queste poesie, è naturale sentire il bisogno di entrare nel profondo della coscienza per testare il proprio sentire e confrontarsi non solo con il sentire dell’Autore, ma anche con quello collettivo.
Le sue parole interrogano e in qualche modo selezionano i lettori, infatti, la complessità del linguaggio, le ardite metafore spesso condensate e nascoste nell’area semantica di una sola parola pregnante, la potenza immaginifica che traduce i testi in fantasmagoriche narrazioni filmiche, i temi metafisici e alchemici che cristallini emergono dai versi necessitano di essere accolti da un pubblico d’élite, abituato a paesaggi culturali complessi quanto ampi e coraggiosamente liberi. Dalla prefazione di Maria Gabriella Ciaffarini
Ho conosciuto Francesco Iacovetti come disegnatore, onirico e simbolico, visionario forse, ma con un tratto elegante e originale. Lo scopro oggi poeta, con questa silloge fortemente introspettiva, a tratti spietata, con la quale ci mette a parte del proprio sentire più intimo, delle proprie zone d’ombra, delle delusioni, delle incertezze e dei rimpianti.
Accanto a questa accorata denuncia della propria fragilità, tuttavia, emerge, a volte sommesso, altra più potente, un anelito di elevazione verso la luce che si intuisce splendida e, in molti casi, associata alla pace. Dalla prefazione di Luca Dragani.
“In questo libro la poesia dialoga con il disegno e riveste vari aspetti: è momento di confessione intima, ma anche di riflessione su temi universali e filosoficamente rilevanti, è gioco, ma anche sperimentazione.”
“Colla”, individua l’essenza di questa silloge destinata a saldare tra di loro arte visiva e letteratura e, in quest’ultima, prosa e poesia, tradizione e sperimentazione.
AUTORE | Francesco Iacovetti |
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PAGINE | 90 |
ISBN | 9791280307897 |
FORMATO | 13,5 x 20,5 cm |
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